24 de octubre de 2011

SLP-Corriere: Dibattito Forum SLP Comunicazione

Motivi tecnici legati alla lista informatica hanno impedito la diffusione dei due testi che seguono nella giornata di venerdì 21.
Ce ne scusiamo con i colleghi
Paola Bolgiani
Moderatore lista SLP corriere
Dibattito Forum SLP

"La psicoanalisi di fronte alle angosce: crisi economica, politica, spirituale".

Marina Paties

Leggendo i giornali nella nostra quotidianità osserviamo che non siamo gli unici a porsi questo questione. E in questo, penso, ci sia posto per il pensiero psicoanalitico e per la pratica psicoanalitica nella contemporaneità.

Ne "Il Gazzettino" del 20 ottobre 2011 a pagina 31:

"Nievo, il patriotta che vedeva il futuro". Uno scrittore capace di guardare nel futuro, e in un certo senso di prevederlo... da analista attrezzatissimo delle tendenze dell'economia e della politica, e da acuto osservatore delle psicologie umane... l'intellettuale e patriota nato il 30 novembre del 1831 era stato capace, appena ventiseienne di immaginarsi ottuagenario mentre scriveva le sue memorie, concependo l'Italia che non c'era ancora: "Banchieri, i tesori sotto chiave. La borsa è l'uomo! Ecco il grande aforismo, la grande attualità. la suprema sciocchezza! Il che, a moltiplicarlo in grande, vuol dire: i milioni sono l'umanità! Infatti avete veduto che scalpore perchè centomila banchieri furbi hanno chiuso sotto chiave i loro tesori, e centomila altri banchieri minchioni si sono lasciati protestare le loro cambiali?" (da "L'uomo di Pietra" 24.1.1858).

Un'attività intellettuale che suscita inevitabilmente un interrogativo: quale ruolo avrebbe potuto giocare nel nuovo stato nazionale questo intellettuale non ancore trentenne, se non fosse annegato nel golfo di Napoli, in quel naufragio che secondo il pronipote Stanislao fu la prima strage di Stato italiana?".

Ne "L'Osservatore Romano" ( Unicuique suum. Non praevalebunt) del 12/13 settembre 2011 a pagina 1:

"Un modello di organizzazione sociale che punta solo sul benessere materiale prescindendo da Dio e dalla sua rivelazione in Cristo, finisce per < dare agli uomini pietre al posto di pace>. Benedetto XVI usa un'immagine evangelica per ricordare che i sistemi ideologici e politici basati unicamente sulla < forza del potere e dell'economia> non hanno il vaglio della storia.... il Papa fa notare che tra i giovani spesso manca "il vino della festa". E rileva che "soprattutto la difficoltà di trovare un lavoro stabile stende un velo di incertezza sull'avvenire". Una condizione - evidenzia- che "contribuisce a rimandare l'assunzione di decisioni definitive, e incide in modo negativo sulla crescita della società, che non riesce a valorizzare appieno la ricchezza di energie, di competenze e di creatività".

Il crepuscolo dei gadget

Patrizio Peterlini

Nella discussione di preparazione al Forum l'economia fa la parte del leone, forse perché prima della triade evocata a definire la crisi (economica, politica, spirituale) e forse anche perché la suggestione del Discorso del Capitalista, enunciato da Lacan proprio a Milano trent'anni fa, ne determina la prospettiva. In fondo l'uomo oeconomicus è il risultato di questo discorso, essendo colui che incentra la sua vita nella possibilità di acquisto dell'oggetto a-gadget distribuito in modo massiccio nella società dei consumi (di gadgets).

Sappiamo che nel Discorso del Capitalista, lo scivolamento del significante padrone al di sotto della barra, esclude radicalmente la possibilità al soggetto di rappresentarsi bloccandolo nel consumo ossessivo e inesauribile dell'oggetto. Consumo che ha come scopo l'eliminazione della barratura dovuta al significante con l'intento di instaurare la mitica unicità e completezza del soggetto

La richiesta di terapie brevi, o di farmaci sempre più specifici, esprime bene questa tendenza.

In questo momento storico assistiamo inerti a centinaia di messaggi pubblicitari di farmaci per i reumatismi, i dolori mestruali, i mal di testa, i mal di gola. Ogni dolore ha il suo peculiare medicamento. Una corsa esasperante verso l'azzeramento di ogni inconveniente, di ogni complicazione. Una corsa che ha il suo risvolto nella creazione di nuovi dolori per rispondere ad una industria farmacologia sempre più agguerrita e bisognosa di vendere. Una industria, per l'appunto, asservita alle leggi del capitalismo. O del post capitalismo. Ed a questa corsa, del resto, concorre anche la psicoterapia. Nel suo diversificarsi e specializzarsi: la tale terapia è perfetta per gli attacchi di panico. Per l'anoressia è invece meglio quest'altra. L'importante è però che agiscano in fretta, anzi subito. Terapie brevi, super brevi con un guadagno (sintomatico) immediato. Si cerca disperatamente ciò che si è inesorabilmente perso, ciò da cui ci si è definitivamente separati con l'accesso al linguaggio. In buona sostanza si cerca, per vie immaginarie, la riparazione ad un debito simbolico, la riparazione alla castrazione. L'uomo oeconomicus post-capitalista esige un oggetto che, da una parte, conservi l'illusione di un aggiustamento dell'immagine corporale sull'ideale e, dall'altra, preservi il godimento. Di conseguenza, lo sappiamo, il discorso sociale contemporaneo fomenta, attraverso la spinta al consumo, il godimento non regolamentato. Fino ad oggi gli oggetti di consumo hanno promesso la felicita' riducendo regressivamente e illusoriamente lo statuto del desiderio e della domanda a quello del bisogno. Tali oggetti erano utilizzati come passe-partout per chiudere in maniera semplicistica la questione soggettiva col desiderio e con la domanda rivolta all'Altro. Ed è qui che emerge quella saldatura cruciale indicata da Hugo Freda e Bernard Lecoeur alla base delle "nuove forme del sintomo" : l'abbinamento di un atto di godimento con un altro identificatorio.

Ma oggi, ciò che si prospetta è che l'uomo oeconomicus non ha più la possibilità di accedere all'oggetto-gadget. La sua capacità di acquisto sta svanendo e l'illusorio mondo finanziario, in cui il denaro si autogenerava esprimendosi in una variazione contabile virtuale, si sfalda. È la crisi connotata dal pericolo di default.

Contro di esso si scagliano gli indignados. Indignados non è certo un nome casuale. Non per noi almeno, visto che vi possiamo scorgere l'inverso della sublimazione. Cioé la degradazione dell'oggetto finora elevato alla dignità della Cosa. Vale a dire che la crisi, questa crisi, è da inquadrare nel crepuscolo del Discorso del Capitalista. Precisamente nel momento della sua

dissoluzione. Nel momento in cui la saldatura dell'oggetto-a-gadget al soggetto-consumatore si sblocca e permette il ritorno dell'imprevisto, dell'inconveniente, dell'inaccettabile. In una parola: della castrazione. In questi termini la crisi, questa crisi, può essere foriera di un rinnovato slancio della psicoanalisi rimasta estranea alla logica del Discorso del Capitalista.

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