20 de marzo de 2012

SLP- Corriere: Osservatorio Autismo

Annalisa Piergallini
Y non parlava, dicevano,
un vegetale, dicevano, cronico. Senza speranze. Non molto diverso da me quando sono andata a trovare il mio primo, e unico, analista. Y non parlava, dicevano, a me sembrava che parlasse tutte le lingue del mondo mischiate insieme. Y aveva 4 anni, non mangiava da solo, non faceva quasi nulla da solo, non chiamava mamma, il padre lo chiamava: la papà. Ma loro insistono: non può parlare. Bah, a volte penso che con gli strumenti che mi hanno dato Freud, Lacan, Di Ciaccia, Baio … sono la pubblicità di: ti piace vincere facile? Sì lui fece dei progressi, il padre, lo zio, la madre, le maestre, la neuropsichiatra perfino si ricredette. Cose dell’altro mondo, un bimbo gioca con gli altri bimbi, un bimbo parla, magari maluccio, ma cos’è parlar bene? Un bimbo abbraccia per la prima volta sua mamma. Sì, son cose da sciocchi, anzi no, peggio son cose spinte, oscene, incontrollabili, pericolose. E tutto questo miracolo come si compirebbe poi? Come? Solo non rompendogli le scatole. Sì il bambino saprà che almeno per quella ora che dura la terapia non avrà rotture di scatole, nessuno gli imporrà alcunché tranne evitare di distruggere la stanza e simili, se possibile. Questo ha effetti grandiosi, poi i bambini non perdono tempo, chi ha tempo non aspetti tempo, ma i bambini non aspettano mai troppo, una volta che hanno un posto, si mettono subito a lavorare. Cioè a giocare, e giocano con qualcuno che non deve mettersi nell’asse immaginario, dell’odio e dell’amore, del servo e del padrone. Fare qualcosa: non desiderare il soggetto, impegnarsi in un’attività e/o sostenersi con i colleghi. Desiderare altrove. No, fate bene a vietare, bandire, cucite tutti i buchi, tappate le bocche, controllate, registrate, fotografate. Vietate questa pratica barbara, presto. Nessun bambino può uscire dal suo autismo se non quando lo dirà il cognitivista-comportamentale, la cui prassi sarà il più possibile standardizzata e calcolata al millimetro. Saranno riprogrammati. Utenti e dottori. Ma se l’inserimento fosse conseguito in un modo diverso, secondo l’invenzione del soggetto? Dai! Si vive bene qui, dove fa male ‘solo’ la schiena.